Da dove arriva la musica di YATO?

Quando ascolterete Fuck Simile probabilmente vi chiederete: “Da dove arriva questa musica?”. Io, almeno, me lo sono chiesto.

Avete presente la splendida soundtrack che Hans Zimmer ha composto per Interstellar? Ecco (senza esagerare nei paragoni), a tratti l’album di YATO ricorda un po’ quella. Ah regaz ovviamente se non avete mai ascoltato la soundtrack di Zimmer vedete di recuperare quanto prima perché è fantastica.

In Fuck Simile però c’è anche altro. Soprattutto, c’è un cantautorato vocal-ipnotico che inizialmente potrebbe allontanare e far storcere il naso, ma che si rivelerà in maniera più chiara già al secondo ascolto.
Perché questo è un album probabilmente diverso dalla maggior parte delle cose che avete sinora ascoltato, e che va anche accettato nel suo modo stravagante di comunicare.

Dietro questo modo particolare di fare musica c’è Stefano Mazzei (in arte YATO), che in questo album ha mischiato cantautorato, elettronica, alternative rock e dance. Le tracce in tutto sono otto e, fra le influenze, – come dichiarato dall’artista – ci sono anche Calibro 35, Sigur Ros, Lucio Dalla e Marta sui Tubi. Se la parte musicale ricorda i viaggioni spaziali di Interstellar, un po’ meno digeribile è la parte testuale che richiede molta attenzione e grande capacità d’astrazione.

A tratti probabilmente vi sentirete come catapultati in un rave party e invasi da una strana frenesia: ecco, è proprio a quel punto che vi chiederete da dove quella musica provenga. In altri momenti invece vi stupirete per l’interstellare dolcezza di alcune strumentali, alle quali vi verrà voglia di aggiungere un testo tutto vostro. A me è successo questo: ad un certo punto ho iniziato a trovare nella musica di YATO influenze e richiami a gogo; e non so quanto i miei collegamenti fossero giusti, ma la cosa mi ha divertito molto.

Fuck Simile, come già ho scritto per la composizione testuale, richiede una certa capacità d’astrazione con la quale riuscire a completare il lavoro dell’artista. È un po’ come se YATO avesse detto: “Io vi do ‘sta roba, e la sua bellezza sta nel fatto che possiate completarla a vostro piacimento”.

Ecco: Fuck Simile è un album “aperto”: aperto al completamento da parte dell’ascoltatore e aperto a innumerevoli (forse, a volte, anche troppe) influenze musicali e artistiche.
Ed è con una mente – e delle orecchie – altrettanto aperta che bisogna avvicinarsi ad un album così originale.

Dunque, da dove arriva la musica di YATO? Forse arriva da un punto a metà strada tra la vita dell’autore e la vostra; o forse arriva da un buco nero.

5994d70def712b92134d9142755d9dd9 di Andrea Ferraroyo

articolo originale:

http://www.mangiatoridicervello.com/2016/03/28/fuck-simile-yato-recensione/

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